Quante volte ci siamo chiesti, magari in silenzio: “Perché sto male?”
È una domanda che può nascere all’improvviso, nei momenti in cui la vita sembra travolgerci.
Spesso, il disagio non arriva senza motivo: si fa strada dopo eventi che segnano la nostra esistenza, lasciando dentro di noi una sensazione di smarrimento e fatica.
Il malessere di solito si manifesta in periodi particolari della vita.
Può essere la conseguenza di un trauma sul lavoro, di una delusione affettiva, della fine di una relazione o della perdita di una persona cara.
Oppure, altre volte, dopo la diagnosi di una malattia importante, dopo un divorzio, dopo una separazione con un legame o una situazione affettivamente importante.
Eventi così intensi scuotono la nostra quotidianità, generando direttamente o indirettamente un vero e proprio terremoto dentro di noi.
A questo punto, la nostra mente e il nostro corpo reagiscono, spesso con sintomi che non riusciamo subito a collegare a ciò che stiamo vivendo.
In questi momenti, molti pensano che basti confidarsi con un amico per stare meglio.
Parlarne è importante, certo, ma non sempre è sufficiente.
Gli amici ci ascoltano e ci vogliono bene, ma non hanno gli strumenti per accompagnarci nella comprensione profonda del nostro dolore.
Come non ci rivolgeremmo a un amico per curare un problema generico di salute corporea, al contempo è fondamentale affidarsi a un professionista della salute mentale in caso di profondo disagio Psicologico.
Lo psicologo infatti, è formato nel saper leggere e interpretare i segnali del disagio, aiutandoci a riconoscerli e affrontarli.
Attraverso il dialogo ed un percorso strutturato, l'obiettivo del lavoro terapeutico sarà quello di sostenere, contenere, aiutare e comprendere nel miglior modo possibile, la singola situazione specifica; con il fine di dare un senso a ciò che stiamo vivendo, aiutandoci a distinguere tra ciò che possiamo cambiare e ciò che invece dobbiamo accettare.
La seduta di Terapia non è solo ascolto, ma un vero e proprio lavoro di ricostruzione.
Affrontare un percorso terapeutico significa spesso attraversare momenti difficili, in cui ci si sente “a pezzi”, come se tutto dovesse essere distrutto per poter essere ricostruito.
È un po’ come la ristrutturazione di un appartamento prima di poterci abitare di nuovo.
Dal dolore e dalla fatica di tale processo ristrutturativo emergerà qualcosa di nuovo.
La nostra vita passa continuamente attraverso fasi di crisi e rinascita, spesso involontarie o inattese, che tuttavia portano con sé nuove aperture e risorse, nuove prospettive e punti di vista
Non si tratta solo di capire razionalmente cosa ci fa stare male, ma di vivere il dolore, accoglierlo e imparare a gestirlo.
Solo così si svilupperà una vera autonomia nella gestione del proprio benessere.
Concludendo possiamo dire che il disagio psicologico non va ignorato né affrontato da soli. Riconoscere il proprio malessere è il primo passo verso una vita più adulta.
Cercare l’aiuto di un professionista non è un segno di debolezza, ma di coraggio, responsabilità e volontà di rinascere, proprio come la Fenice.
Il percorso terapeutico sarà l’opportunità di riscoprirsi, accogliere il cambiamento e costruire, passo dopo passo, un nuovo modo di essere.
Come dice un antico proverbio:
“Dopo la tempesta, tornerà il sereno.”

