Psicologia del Profondo: L'Approccio Analitico di Jung
La Psicoterapia Analitica di Carl Gustav Jung, nota come "Psicologia Complessa", è un approccio teleologico che va ben oltre la semplice eliminazione dei sintomi. Il disagio attuale non è visto come un malfunzionamento da risolvere, ma come un'opportunità per esplorare la psiche nella sua interezza e dinamicità.
Il Focus: Il Processo di Individuazione
Il nostro lavoro si concentra sul Processo di Individuazione: il percorso naturale e spontaneo che spinge ogni persona a realizzare la propria unicità e a integrare le diverse, e spesso conflittuali, parti di sé.
Questo viaggio non si limita a indagare le esperienze personali passate; dà grande rilievo alla vita inconscia attraverso:
1. L'Inconscio Personale: Legato alle tue esperienze di vita.
2. L'Inconscio Collettivo: Un patrimonio di immagini, archetipi e temi universali condivisi dall'umanità (come la lotta, la dipendenza, la sessualità, il lutto). Questi atteggiamenti primari emergono nei miti, nelle fiabe e, soprattutto, nei sogni.
Trasformazione e Piena Realizzazione
Attraverso l'esplorazione e l'integrazione di questi contenuti inconsci, non solo si alleggerisce il disagio, ma si scoprono risorse interiori inattese, dando un senso più profondo alle proprie esperienze.
L'obiettivo è favorire una trasformazione evolutiva dell'atteggiamento psichico: diventare più consapevole di chi si è veramente, raggiungendo una maggiore pienezza e armonia con sé stessi.
In questa relazione terapeutica costruttiva, il mio ruolo è quello di accompagnare e offrire la mia esperienza e la mia comprensione, facilitando il tuo viaggio verso l'autenticità.
La prima seduta
Ogni inizio è un piccolo atto di coraggio verso il nuovo.
Ogni viaggio necessita di fondamentali strumenti di orientamento, come lo sono una mappa e una bussola.
In terapia, la via del sogno è lo strumento prezioso che ci indicano la via da seguire o gli ostacoli da aggirare o arginare.
Osservare le nostre problematiche da un diverso punto di vista, significa vivere il problema con resilienza attiva.
La terapia del profondo è un percorso vivo, fatto di relazione e confronto tra paziente ed analista.
Attraverso l’analisi dei comportamenti (coscienza) e del loro confronto con l’analisi dei sogni (inconscio), l'obiettivo terapeutico sarà quello di creare o ricreare un dialogo tra le due parti, condizione necessaria per ristabilire un nuovo equilibrio e una nuova armonia personale.
Scrive C.G. Jung in Psicologia ed Educazione:
«I sogni non sono invenzioni intenzionali e volontarie, ma fenomeni naturali che sono proprio ciò che rappresentano. Essi non ingannano, non mentono, non falsificano, non nascondono nulla, ma enunciano ingenuamente ciò che essi sono e ciò che essi intendono.
Sono irritanti e ci portano su strade sbagliate unicamente perché non li comprendiamo.
Essi non ricorrono ad artifizi per celarci qualcosa, ma dicono ciò che forma il loro contenuto, nel modo per essi più chiaro possibile. Possiamo anche capire la ragione per cui sono così strani e difficili. L’esperienza, infatti, ci mostra che si sforzano sempre di esprimere qualcosa che l’Io non sa e non capisce»
La Terapia Analitica è un lavoro di artigianato.
Una cassetta degli attrezzi per il falegname; una piantina e della terra per l'agricoltore; farina, uova e mani per il fornaio; carta, penna e fantasia….per lo scrittore; in ogni arte serve il giusto strumento.
In terapia lo strumento è la relazione terapeutica, l’ascolto, l’osservazione e il confronto.
Ciascuno di noi è portatore di una storia unica.
Ritrovare e ristabilire in modo creativo un nuovo equilibrio nel proprio conflitto, nella propria storia e nelle proprie difficoltà è il viaggio simbolico, intimo e profondo che chiamo Terapia Analitica.
Un viaggio che ha lo scopo di creare nuove connessioni, più autentiche e originali, con la propria Psicologia Personale e una nuova amicizia con i propri punti deboli.
Prendere coscienza delle proprie risorse e delle proprie potenzialità inespresse.
Dolore, disagio, ansia, panico, paura, dramma, malattia, crisi esistenziali, sono solo alcuni degli attivatori di questo processo.
Eventi critici che ci portano a farci domande, trovare nuove soluzioni per andare avanti e quando il procedere è oscuro, è il momento di chiedere aiuto.
Chiedere aiuto ad un professionista psicologo è un atto di coraggio, di umiltà e profondo amore verso se stessi, un atto adulto, poiché gli adulti si prendono cura di se stessi, i bambini hanno bisogno della mamma e del papà.
Il fine della relazione terapeutica, sarà quello di ricreare comportamenti più duttili, resilienti, accoglienti e dinamici, ai continui cicli e cambiamenti della vita, e per fare questo c’è un metodo unico e originale che va ricercata nel proprio inconscio, la ricetta è dentro ogni singolo, perché i malesseri della psiche individuale si curano con le risorse e le peculiarità della psiche individuale : L’inconscio.
“Similia similibus curantur : il simile cura il simile”
L’accettazione del continuo movimento dell’esistenza e della propria natura, crea nuove armonie, ristabilisce fisiologia e arreca salute.
In caso contrario resteremmo nevrotici, contratti, rigidamente incastrati, pietrificati e impantanati nella stasi, che è la prima fonte di disfunzione e malattia. Una vita ferma non prevede il cambiamento e la psiche per sua natura tende al cambiamento.
Assumersi la responsabilità della propria salute; saper sopportare il peso di tale difficoltà, ci conduce ad una condizione di scarica della tensione mentale, condizione necessaria per alleggerire la pressione esercitata dai pensieri e dalle immagini distorte in noi, e di conseguenza una maggior predisposizione a vivere onestamente e genuinamente la propria vita:
Non pensarla, non fantasticarla, ma viverla.
